NANCY PRICE
Card n.41 ACTORS NATURAL & CHARACTER STUDIES
OGDEN'S (1938)
(collezione personale)
"NANCY PRICE nel ruolo della Nonna in "Whiteoaks"
Nel truccarsi per questo ruolo, l'attrice non ha tentato alcun travestimento. Presenta il personaggio attraverso il filtro della propria personalità, cosicché questa centenaria autocratica è, in realtà, Miss Price stessa così come potrebbe apparire a cent'anni. Il trucco è ottenuto approfondendo le rughe dal naso alla bocca, accentuando le cavità delle guance e infossando gli occhi nel volto con ombreggiature sopra e sotto di essi. Un trucco notevole per l'economia dei propri mezzi."
Con questa card la serie Ogden's mette in scena una terza logica del travestimento, diversa dalle due già incontrate: non la cancellazione dell'identità propria di Ivor Novello o di Merle Oberon, né l'esibizione di ampiezza di registro di Laurence Olivier, ma la proiezione di sé in un futuro immaginato. Il testo lo dichiara esplicitamente, quasi in polemica con le altre card della serie: "l'attrice non ha tentato alcun travestimento". La Nonna centenaria di "Whiteoaks" non è un personaggio altro rispetto a Nancy Price: ne è, semmai, un autoritratto proiettato di settant'anni in avanti, costruito non aggiungendo una maschera ma sottraendo, con ombre e rughe dipinte, la giovinezza dal proprio volto reale.
Nancy Price, nata Lilian Nancy Bache Price il 3 febbraio 1880 a Kinver, nello Staffordshire, si formò nella compagnia shakespeariana di F. R. Benson ed esordì nel West End nel 1902 come Calipso in "Ulysses" di Stephen Phillips, per la produzione di Herbert Beerbohm Tree. Fu però soprattutto un'organizzatrice teatrale: nel 1930 fondò, insieme al critico e impresario olandese J. T. Grein, il People's National Theatre, di cui divenne direttrice onoraria dopo la morte del socio, portando la compagnia dal 1932 al Little Theatre dell'Adelphi, che diresse fino alla sua distruzione nei bombardamenti del 1941. Nello stesso periodo diede vita all'English School Theatre Movement, per portare Shakespeare ai figli delle classi lavoratrici.
Copertina del programma di sala di "Whiteoaks" al Playhouse Theatre, Charing Cross (fonte: eBay)
"Whiteoaks", tratto dal celebre ciclo di romanzi "Jalna" della scrittrice canadese Mazo de la Roche, debuttò come pièce teatrale nel 1936, diventando uno degli spettacoli di maggior successo e più lunga tenitura del West End di quegli anni, con Nancy Price nel ruolo della matriarca Adeline "Gran" Whiteoak: è a questo allestimento, contemporaneo alla card Ogden's del 1938, che il testo della figurina fa riferimento. Un programma di sala originale della produzione, andata in scena al Playhouse Theatre di Charing Cross con doppia recita serale e matinée del mercoledì e del sabato, ne conferma la paternità produttiva oltre che artistica: era la stessa Nancy Price a presentare lo spettacolo, "by arrangement with" i direttori del teatro Charles Killick e Victor Payne-Jennings.
Prima facciata interna del programma, con gli orari delle recite (fonte: eBay)
Elenco del cast dal programma di sala di "Whiteoaks" al Playhouse Theatre, Charing Cross (fonte: eBay)
Il programma conferma anche il cast al completo: la regia, insieme a Nancy Price, era firmata da Frank Birch, che interpretava anche Uncle Ernest; fra i nipoti compariva Elizabeth Maude nel ruolo di Meg, la figlia della stessa Nancy Price, sul palco accanto alla madre. E in calce all'elenco dei personaggi, fra Mr. Patton il notaio e Pheasant la moglie di Piers, due ultime voci senza pari: "Boney ... The Parrot", e i due cani di scena, Merlin lo spaniel di Renny e Nip il terrier di Nicholas, "interpretati" rispettivamente da un "Master Toby" e una "Miss Sarah" — gli stessi appellativi, "Master" e "Miss", normalmente riservati in un cast britannico ai giovanissimi interpreti umani, qui applicati con understatement tutto inglese a due cani ammaestrati. Il legame dell'attrice con il personaggio sarebbe proseguito ben oltre questa produzione: negli anni Quaranta ne avrebbe firmato insieme alla stessa de la Roche un nuovo adattamento scenico, per poi riprendere il ruolo un'ultima volta nel 1951 in un adattamento televisivo della BBC..

Crediti di produzione e pubblicità delle Wild Woodbine Cigarettes (W. D. & H. O. Wills), dal programma di sala di "Whiteoaks" (fonte: eBay)
La pagina immediatamente precedente ai ritratti, fitta di inserzioni pubblicitarie come da consuetudine per i teatri del West End, riserva una piccola chicca per un sito dedicato alle cigarette cards: fra i fornitori ringraziati per costumi, parrucche e arredi di scena compare anche "Wild Woodbine Cigarettes by W. D. & H. O. Wills", lo stesso marchio, Wills's, che produceva alcune delle serie di cigarette cards più diffuse dell'epoca. Il tutto si accompagna, con un'ironia probabilmente involontaria, a un severo "SMOKING IS NOT PERMITTED" stampato poche righe più sotto fra le norme di sicurezza imposte dal Lord Chamberlain: si poteva sponsorizzare il tabacco in un programma di sala, ma non fumarlo in platea.
Le quattro pagine di ritratti del cast, dal programma di sala di "Whiteoaks" (fonte: eBay)
Il programma includeva anche i ritratti dei singoli interpreti, fra gli altri Tristan Rawson (Renny) ed Ellis Irving (Piers), lo stesso Elizabeth Maude in un primo piano da diva, e i due più giovani, Patrick Boxill (Finch) e Tony Wickham (Wakefield), questi ultimi firmati rispettivamente da Houston Rogers e Indre Shira, due fra i più noti fotografi di scena del teatro britannico dell'epoca. Compariva perfino un ritratto della stessa Mazo de la Roche, autrice del romanzo, scattato da Pearl Freeman: segno di quanto la produzione tenesse a rivendicare la paternità letteraria dell'opera, oltre che quella scenica.
L'albero genealogico dei Whiteoak di Jalna, dal programma di sala di "Whiteoaks" (fonte: eBay)
Una pagina del programma riporta infine l'intero albero genealogico della famiglia Whiteoak di Jalna, utile al pubblico per orientarsi fra zii, nipoti e pronipoti in scena. Vi si legge che Adeline Court, la futura "Gran" Whiteoak, nacque nel 1825: ambientata nel presente della propria messa in scena, la pièce del 1936 la vorrebbe dunque undicenne oltre i cento anni, non semplicemente "centenaria" come recita con understatement la card Ogden's, ma più vicina agli 111 anni. Un'esagerazione che rende ancora più comprensibile l'insistenza del testo della figurina sull'"economia dei mezzi" del trucco di Nancy Price: pochi tratti, si diceva, bastavano a farla apparire "come potrebbe apparire a cent'anni" quando il personaggio, in realtà, quel traguardo lo aveva superato da un decennio abbondante.
Nancy Price con un cane, dal programma di sala di "Whiteoaks" (fonte: eBay)
Lo stesso programma di sala conteneva anche questo secondo ritratto promozionale di Nancy Price, questa volta non con il pappagallo Boney ma con un cane dal pelo folto stretto fra le braccia, di razza non dichiarata in didascalia. La tentazione di riconoscervi Merlin, "lo spaniel di Renny" del testo teatrale (non il nome di una razza, dunque, ma la descrizione in-scena del personaggio-cane appartenente a Renny), va però contenuta: il muso corto e schiacciato dell'animale ritratto assomiglia più a quello di un pechinese che a uno spaniel propriamente detto, e nulla nella didascalia — un laconico "NANCY PRICE" — lo collega esplicitamente a Merlin, a Nip o a "Whiteoaks". Più prudente considerarlo un secondo scatto promozionale della stessa sessione fotografica che ha prodotto quello con Boney, con un animale che potrebbe semplicemente essere un cane personale dell'attrice: comunque un'ulteriore conferma di quanto gli animali, reali e non semplici accessori di scena, facessero parte a pieno titolo dell'immagine pubblica che Nancy Price coltivava di sé in quegli anni.

Nancy Price con il pappagallo "Boney Whiteoaks" (fonte: eBay)
Il pappagallo appollaiato sulla sua spalla nella fotografia della card non è un semplice accessorio da studio fotografico: secondo le cronache dell'epoca, un pappagallo vero comparve realmente in scena accanto a Nancy Price durante le repliche di "Whiteoaks" al Little Theatre. Aveva perfino un nome, ed era un nome di scena: "Boney Whiteoaks", come l'attrice stessa annotò di proprio pugno su una fotografia promozionale dell'epoca che la ritrae con l'animale sulla spalla, dono da lei stessa fatto a un ammiratore. Il pappagallo Boney, si scopre, non fu un'apparizione isolata: una produzione itinerante di "Whiteoaks" datata 1942, New Theatre di Hull dal 19 febbraio, poi il Theatre Royal di Bath, il Theatre Royal di Exeter e il Grand Theatre di Blackpool, con Nancy Price ancora una volta regista e interprete, lo vede accreditato di nuovo, questa volta letteralmente come "himself". A distanza di anni dalla produzione londinese del Playhouse, l'attrice portava dunque in tournée lo stesso spettacolo con lo stesso pappagallo, segno che l'animale non era un espediente pubblicitario di una singola stagione ma un membro stabile della compagnia. Nel cast di questa ripresa compariva ancora Margery Bryce nei panni di Aunt Augusta, l'unica presenza rintracciabile in comune con il cast del Playhouse, mentre gli altri ruoli erano stati completamente rinnovati.
Il dettaglio non stupisce, conoscendo la biografia dell'attrice: cofondatrice nel 1911 del Council of Justice to Animals, vegetariana convinta e attivista antivivisezionista, avrebbe in seguito fondato a Worthing un'area protetta di oltre venti ettari (The Sanctuary, 1939) e, nel 1949, un memoriale ai piccioni militari della Seconda guerra mondiale a Beach House Park. L'immagine promozionale della "nonna centenaria con pappagallo" finisce così per essere, senza volerlo, un piccolo autoritratto anche di questo: la Nancy Price che il pubblico non vedeva, quella fuori dal palcoscenico. Insignita del CBE nel 1950 per i servizi resi al teatro, Nancy Price morì il 31 marzo 1970 a Worthing, nel Sussex, a novant'anni.
ELSIE RANDOLPH
Card n.42 ACTORS NATURAL & CHARACTER STUDIES
OGDEN'S (1938)
(collezione personale)
"ELSIE RANDOLPH
nel ruolo di Joy Dean in "That's a Good Girl"
(British and Dominions)
Essere una star della rivista richiede, prima di ogni altra cosa, vitalità e una prontezza di riflessi scenica. In questa immagine di Elsie Randolph, ritratta nei panni di se stessa, si coglie ogni evidenza di una mente vivace oltre l'ordinario. Il problema principale che l'attrice dovette affrontare nel truccarsi per il personaggio qui raffigurato fu: come può una donna dotata di più della sua giusta parte di arguzia farsi apparire come se ne avesse di meno? Occhiali di metallo scuro per nascondere la luce dei suoi occhi, una capigliatura color lino, spenta e priva di carattere, un generale attenuarsi di ogni colore nei tratti del viso e un'espressione boccheggiante da adenoidi: sono questi gli elementi che operano la trasformazione."
Con questa card la serie Ogden's mette in scena una quarta logica del travestimento, diversa da tutte le precedenti: non la cancellazione dell'identità di Ivor Novello o di Merle Oberon, non l'ampiezza di registro di Laurence Olivier, non la proiezione di sé in un futuro immaginato di Nancy Price, ma un travestimento all'ingiù, per sottrazione di intelligenza anziché di anni. Il testo lo formula quasi come un problema logico: come truccare una donna arguta perché sembri meno arguta di quanto sia? La risposta della card, occhiali spessi, capelli scoloriti, un'espressione vagamente ebete, anticipa di décadi uno stereotipo visivo che il Novecento avrebbe reso quasi un genere a sé: la donna intelligente che si maschera da sciocca per ottenere una risata, non il contrario.
Locandina That's a Good Girl (1933) (fonte Imdb.com)
Elsie Randolph, nata a Londra il 9 dicembre 1904, debuttò in scena giovanissima, nel 1919, e costruì la propria carriera soprattutto in coppia con Jack Buchanan, di cui fu la partner scenica e cinematografica più celebre per oltre un decennio, fra riviste del West End come "Sunny" (1926) e "Peggy-Ann" (1927) e una serie di commedie musicali per lo schermo. Il sodalizio nacque proprio con "That's a Good Girl", andato in scena la prima volta al Cardiff's Empire Theatre nel febbraio 1928 con lo stesso Buchanan protagonista, e trasposto al cinema nel 1933, questa volta con Buchanan anche alla regia, per la British and Dominions, con distribuzione United Artists, nel ruolo di Joy Dean qui ritratto dalla card, accanto a Dorothy Hyson nel ruolo di Moya Malone. La versione cinematografica conservò poco della musica originale, scritta da Joseph Meyer e Phil Charig su testi di Douglas Furber e, in parte, di Ira Gershwin, ma contribuì a rendere popolare almeno una delle canzoni superstiti, incisa dallo stesso Buchanan e in seguito anche da Al Bowlly.

Card n.23 BRITISH FILM STARS, serie di 25
W.A. & A.C. CHURCHMAN (1934)
(collezione personale)
Questa card della Churchman, del 1934, restituisce un dettaglio biografico che la card Ogden's non riporta: la stessa Elsie Randolph si descriveva come "the stage-manager's pest", la peste del direttore di scena, per l'abitudine, fin dal debutto in una compagnia itinerante, di tempestare ogni direttore di palcoscenico di domande sui segreti del mestiere, fino a diventare una delle poche interpreti a comprendere davvero la meccanica e l'illuminazione scenica. È un'autodescrizione che si sposa perfettamente con la "quarta logica del travestimento" di cui si è detto: un'attrice che parla di sé come di un fastidio, una seccatura, ben prima che la card Ogden's del 1938 le costruisse un trucco per apparire più ottusa di quanto fosse davvero.
Il testo ne ripercorre gli esordi: il debutto londinese nel 1919 in "The Girl for the Boy", la sostituzione della protagonista nel "Queen's Hall Follies" di Jack Hylton, l'occasione che portò lo stesso Jack Buchanan a notarla e ad avviare il sodalizio già incontrato su questo sito. Ma è il debutto cinematografico a riservare la sorpresa maggiore: la card lo attribuisce a "Rich and Strange", film del 1931 diretto da nientemeno che Alfred Hitchcock. Randolph vi interpretava "The Old Maid, a fellow ship's passenger who annoys everyone", una compagna di viaggio che infastidisce tutti gli altri passeggeri: un ruolo che anticipa esattamente il registro dell'understatement bonario su cui l'attrice avrebbe costruito l'intera carriera. Fu dunque Hitchcock, non Buchanan, a darle il primo ruolo sullo schermo, quarantun anni prima di richiamarla per "Frenzy": un cerchio che si chiude fra il 1931 e il 1972, con la stessa maschera di donna fastidiosa ad aprirlo e a suggellarlo. La card cita infine "Life Goes On" e, accanto a Buchanan, "Yes, Mr. Brown" (1933), diretto dallo stesso Buchanan.

Card n.11 BRITISH BORN FILM STARS
STATE EXPRESS CIGARETTES, Ardath Tobacco Co. Ltd (1934)
(collezione personale)
Questa card, priva di data di stampa ma il cui testo è dichiaratamente ripreso "From Who's Who on the Screen, 1933", un annuario biografico del cinema britannico coevo, insiste su un aspetto della formazione dell'attrice che le altre card omettono: Elsie Randolph fu "chiefly self-taught through watching others", quasi interamente autodidatta, appresa l'arte della danza osservando altri interpreti piuttosto che attraverso una scuola. La carriera londinese, prosegue il testo, iniziò "with the chorus and small parts", nel coro e in ruoli minori, prima della celebre partnership con Buchanan. La filmografia elencata, "Rich and Strange," "Brother Alfred," "Life Goes On", coincide quasi integralmente con quella della card Churchman: segno di come diverse manifatture di cigarette cards attingessero, in quegli anni, alla medesima fonte a stampa per compilare le proprie biografie sintetiche, esattamente come si è visto accadere per le card di Laurence Olivier.

Card n.39 FILM, STAGE AND RADIO STARS, serie di 50
ARDATH TOBACCO CO., LTD (1935)
(collezione personale)
Questa card a colori della Ardath, la stessa manifattura che avrebbe pubblicato, qualche anno più tardi, la già incontrata "My Favourite Part" di Laurence Olivier, racconta gli esordi di Elsie Randolph con un dettaglio che nessun'altra figurina riporta: l'attrice "began to dance her way to fame when she was only twelve years old", e non aveva ancora compiuto quindici anni quando debuttò per la prima volta a Londra. Fu il secondo ruolo in "Sunny", qui esplicitamente indicato come il "first big West End success" della carriera, a metterla accanto a Jack Buchanan per la prima volta: da lì, prosegue la card, sarebbe nata la lunga serie di spettacoli in coppia. Il debutto cinematografico viene datato al 1931, coerentemente con "Rich and Strange", e la card precisa che, dei sei film interpretati fino a quel momento, in due l'attrice avrebbe proseguito sullo schermo la stessa partnership scenica avviata a teatro con Buchanan, fra cui certamente "That's a Good Girl" (1933).

Card n.3 FAMOUS FILM STARS, serie di 40
R. & J. HILL LTD (1939)
(collezione personale)
Chiude questa rassegna di cards una figurina della R. & J. Hill, la cui filmografia si spinge fino al 1937, l'anno più tardo fra tutte quelle qui raccolte: il testo annuncia "Smash and Grab", diretto da Tim Whelan, che rinnova ancora una volta, sullo schermo, il sodalizio con Jack Buchanan, prodotto dalla stessa Jack Buchanan Productions. La card lo definisce esplicitamente "a new departure for both of them", una novità per entrambi: non più la commedia musicale che aveva fatto la loro fortuna comune, ma "a straight comedy-drama of crooks and detectives", un giallo drammatico di ladri e investigatori, senza canzoni né balli. È l'ultima variazione, a un solo anno di distanza dalla card Ogden's, sullo stesso tema che la figurina del 1938 avrebbe poi fissato in trucco: un'attrice arguta che, di ruolo in ruolo, si era sempre più spesso raccontata attraverso l'understatement, la parte secondaria, il personaggio che infastidisce o fa da spalla, piuttosto che il ruolo brillante da protagonista.
La carriera di Elsie Randolph proseguì ben oltre il sodalizio con Buchanan, fino a un'inattesa consacrazione tarda: nel 1972, quasi quarant'anni dopo "Rich and Strange", l'attrice apparve nel ruolo di Gladys in "Frenzy", il penultimo film diretto da Alfred Hitchcock, la seconda volta nella sua carriera che lavorava con il regista, come si è visto a distanza di decenni dalla prima. Morì a Londra il 15 ottobre 1982, a 77 anni; le sue carte personali sono oggi conservate presso la University of Birmingham.