30/11/2025
Nel 1931 la serie Wills’s Cinema Stars – Third Series dedicata alle grandi figure del cinema inserì tra i suoi protagonisti anche Topolino. Era un segnale forte: l’animazione di Walt Disney, nata da pochi anni, veniva già riconosciuta come parte integrante della cultura cinematografica internazionale. Mickey non era più soltanto un personaggio dei cartoni, ma una vera star, degna di comparire accanto ad attori e attrici di Hollywood. La figurina testimonia come, già allora, il pubblico percepisse la sua importanza e il suo carisma. Un anno dopo, nel dicembre del 1932, arrivò Mickey’s Good Deed. Ambientato durante la Grande Depressione, il corto racconta un Natale di sacrificio e solidarietà: Mickey, povero e affamato, rinuncia al suo compagno Pluto per portare gioia a una famiglia bisognosa. Il gesto altruista diventa il cuore del racconto, trasformando un personaggio nato per divertire in un protagonista morale, capace di incarnare valori universali. Il bianco e nero, la regia di Burt Gillett e la musica malinconica rendono questo piccolo film un dramma sociale che ancora oggi sorprende per la sua profondità. La sequenza temporale è eloquente: nel 1931 Mickey è già celebrato come star del cinema attraverso una figurina distribuita con i pacchetti di sigarette, nel 1932 conferma quel prestigio con un’opera che affronta temi sociali e morali. La card e il film dialogano tra loro, uno come simbolo di consacrazione, l’altro come dimostrazione di maturità narrativa. Presentare Mickey’s Good Deed come film del mese significa dunque riscoprire non solo un capolavoro dell’animazione, ma anche un momento in cui Topolino consolidò il suo ruolo di icona universale, capace di attraversare media diversi e di parlare al cuore del pubblico.
